carbon credit

Carbon Credit

November 17, 20254 min read

1. Cosa sono i carbon credit

Un carbon credit è, in sintesi, un’unità che rappresenta una tonnellata di CO₂ equivalente (o altro gas serra) che è stata evitata, ridotta o rimossa dall’atmosfera.

L’idea quindi è: se ogni pianta, ogni albero, è una “macchina” che assorbe CO₂, questo può tradursi in un valore economico per l’azienda. Se introduci pratiche che aumentano la capacità del suolo o della biomassa di assorbire CO₂, oppure che riducono le emissioni di gas serra rispetto a uno scenario “normale”, puoi generare crediti che hanno un valore aggiunto.

Ad esempio:

  • L’uso di cover crops, rotazioni più lunghe, agroforestazione, suolo non arato → maggiore sequestro di carbonio nel suolo o nella biomassa.

  • Riduzione dell’uso di concimi azotati o pratiche che riducono le emissioni di protossido d’azoto (N₂O) dal suolo.

  • Ripristino di suoli degradati o cambio di coltura per aumentare la materia organica.

    carbon credit

2. Come funziona il processo per un’azienda agricola

Una volta verificato e approvato il sequestro o la riduzione, l’azienda ottiene dei crediti certificati che attestano il valore in tonnellate di CO₂.
Questi crediti possono essere utilizzati per compensare le proprie emissioni arrivando a portarle a 0 oppure venduti sul mercato a quelle aziende che devono compensare le proprie emissioni.

Vendita dei crediti
Le aziende che devono compensare le proprie emissioni acquistano i crediti.

Il sistema europeo di scambio delle emissioni obbliga già parecchie attività ad acquistare permessi o compensare le emissioni di gas serra. Tra queste: centrali elettriche, impianti di generazione di calore, grandi stabilimenti industriali (acciaio, cemento, chimica) e il trasporto aereo all’interno dello Spazio Economico Europeo
Questo significa che tali aziende devono contabilizzare le tonnellate di CO₂ emesse, acquistare allowances (permessi) equivalenti e, eventualmente, adottare strategie per ridurre le emissioni.

Il trasporto aereo è un esempio concreto: le compagnie aeree sono sotto il regime ETS per le loro emissioni di CO₂ derivanti dai voli.

impronta di carbonio

Altre grandi aziende pur non ancora obbligate pubblicizzano le loro compensazioni delle emissioni per strategia di marketing e acquisire valore nella propria immagine perché il tema ambientale è molto sentito dall’opinione pubblica.


3. Perché conviene all’azienda agricola

  • Nuova fonte di reddito: oltre a vendere i tuoi prodotti standard, puoi vendere servizi ambientali (il sequestro del carbonio).

  • Migliore immagine e posizionamento: essere “carbon farming” significa comunicare che la tua azienda non è solo produttiva, ma anche parte di una soluzione ambientale.

  • Accesso a nuovi mercati, forme di partnership: ad esempio grandi aziende alimentari o di trasformazione che cercano fornitori “carbon neutral” o “carbon negative”.

  • Incentivi e fondi europei: l’UE considera il carbon farming come parte della politica agricola e presto potrebbero esserci strumenti che facilitano chi adotta queste pratiche.

Attualmente gran parte del mercato dei carbon credit è volontario. Le regole sono destinate però a cambiare: in UE il quadro regolamentare entrerà pienamente in vigore entro il 2028.

Chi si occupa degli scambi tra domanda e offerta di carbon credit? Si tratta di soggetti — pubblici o privati — che certificano, aggregano, commercializzano o acquistano i crediti di carbonio. Possono essere direttamente grandi aziende che devono compensare le loro emissioni. Oppure intermediari o Piattaforme che certificano e poi commercializzano i crediti.

Il mercato dei crediti di carbonio ha 3 problemi storici:

  1. Rischio di doppio conteggio
    Lo stesso credito potrebbe essere venduto due volte o conteggiato da due soggetti.

  2. Scarsa trasparenza del ciclo di vita del credito
    Non sempre è chiaro da dove arriva, quando è stato generato o se è davvero attivo.

  3. Tracciabilità difficile nel tempo
    È complesso verificare se il carbonio sequestrato rimane nel suolo per anni.

Per risolvere questi problemi nasce La blockchain. La blockchain è un registro digitale, pubblico e impossibile da modificare, dove ogni operazione viene registrata in modo trasparente e verificabile da tutti.

È come un libro mastro condiviso, non controllato da una sola persona o azienda, ma da una rete di computer:

·ogni nuova informazione viene aggiunta in “blocchi”;

·una volta scritti, non possono più essere cambiati;

·tutti possono verificare che siano veri.

Per questo è considerata sicura, trasparente e anti-frode.

Come aiuta concretamente la blockchain

1. Tracciabilità totale

Ogni credito ha un “ID univoco” scritto su un registro decentralizzato.
Non è modificabile e non può essere duplicato.

2. Nessun doppio conteggio

Una volta che un credito è venduto e “ritirato” (retired), viene segnato in blockchain come non più scambiabile.

3. Trasparenza pubblica

Tutti possono vedere:

  • chi l’ha generato,

  • dove,

  • quando,

  • con quale metodo scientifico di calcolo,

  • quando è stato venduto,

  • a chi.

4. Pagamenti smart

La blockchain permette pagamenti diretti all’agricoltore, senza intermediari superflui.

blockchain

4. Conclusione

Trasformare la CO₂ in valore non è un sogno astratto: per agricoltori attenti e innovativi può diventare un’occasione concreta.
Ma non è una strada facile né priva di impegni: richiede dati, documentazione, strategie, investimenti e tempo.
Se la tua azienda ha già buone pratiche, o è pronta a fare il salto, i carbon credit possono rappresentare una terza opportunità di reddito agricolo — insieme alla produzione, alla vendita diretta e alla sostenibilità.

Agronomic Advice

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Studio di consulenza specializzato in innovazione, green, strategia aziendale

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