
5 domande sui carbon credit
🌱 5 Domande da farti prima di aderire ai carbon credit
(E capire davvero se conviene alla tua azienda agricola)
L’idea di trasformare la CO₂ in una fonte di reddito è affascinante… ma non è per tutti, e non sempre conviene farlo subito.
Partecipare a un programma di carbon farming significa impegnarsi in un percorso serio, con regole, misurazioni, impegni a lungo termine e requisiti precisi. Bisogna innanzitutto aver chiaro che quello dei crediti può rappresentare un reddito aggiuntivo a quello dell’azienda e non la soluzione per arricchirsi, che la strada normativa ed esecutiva non è ancora ben chiara e ci saranno ancora aggiustamenti e modifiche da monitorare e quindi bisogna approcciarsi con una visione a lungo termine.
Per questo, prima di buttarti, ci sono 5 domande fondamentali che ogni agricoltore dovrebbe porsi.

La mia azienda ha le condizioni per aumentare il carbonio nel suolo?
Non tutte le aziende agricole partono dallo stesso punto.
Per generare crediti servono pratiche che migliorano la capacità del suolo o della biomassa di catturare CO₂ rispetto a come lavori oggi.
Chiediti se sei disposto a:
·realizzare le buone pratiche agricole comprese tra quelle previste dagli standard tecnici internazionali carbonici;
·implementare correttamente tali pratiche, in coerenza con le indicazioni tecniche dei sopraccitati standard;
·dover dimostrare un beneficio netto e misurabile, in termini sia di aumento dell'assorbimento di carbonio sia di riduzione delle emissioni di gas serra provenienti dal suolo: non è quindi sufficiente adottare una pratica di carbon farming
·assicurare lo stoccaggio del carbonio per tempi prolungati, riducendo al minimo i rischi di rilascio del carbonio stesso in atmosfera
·essere addizionali, ovvero essere migliorativi ed incrementali rispetto gli obblighi già previsti dalle normative esistenti
·evitare danni all'ambiente in altri ambiti ("leakage") e cercare di contribuire al raggiungimento di uno o più obiettivi di sostenibilità
Se dopo questo la risposta è sì, sei sulla strada giusta.

Sono disposto a misurare, monitorare e documentare tutto?
Il carbon farming richiede:
·dati certi,
·analisi del suolo,
·registri dei trattamenti,
·prove delle pratiche applicate,
·monitoraggio dei risultati.
Fare il bilancio delle emissioni
Il cosiddetto carbon balance o carbon footprint aziendale che consiste nel misurare:
le emissioni che produci (concimazioni, carburanti, macchinari, stoccaggi, ecc.),
e il carbonio che sequestri (con suolo, biomassa, alberi, pratiche rigenerative).
È un documento fondamentale, perché mostra quanto emetti e quanto catturi.Se dal tuo bilancio risulta che catturi più CO₂ di quanta ne emetti, puoi vendere l’eccedenza come crediti certificati.
puoi vendere solo ciò che eccede il tuo fabbisogno di neutralità.
Ed è proprio questa eccedenza che diventa una nuova entrata economica per la tua azienda agricola
Se non sei pronto a “mettere ordine” o non vuoi gestire documentazione, potresti trovare il percorso faticoso.

Ho liquidità e tempo per affrontare i costi iniziali?
Molti agricoltori non lo sanno, ma il carbon farming può comportare costi iniziali, come:
·formazione,
·consulenze,
·audit e verifiche,
·analisi del suolo,
·sistemi digitali di monitoraggio.
In compenso, i ricavi arrivano solo dopo la certificazione dei crediti.
Non è un modello “soldi subito”: è un investimento. Il processo di generazione dei crediti non è infatti certamente gratuito, va pertanto effettuata una verifica preliminare della fattibilità del progetto, affidandosi a professionisti del settore.

Posso garantire impegno a lungo termine?
Uno degli aspetti più delicati è la permanenza:
il carbonio sequestrato nel suolo deve restare lì per un periodo di tempo lungo, a seconda dello standard.
Questo significa che:
·non puoi tornare a pratiche che rilascerebbero CO₂ (come arature profonde),
·devi mantenere certe pratiche obbligatoriamente.
Se non puoi fare promesse a lungo termine, i crediti potrebbero non essere adatti.

Voglio veramente entrare in un mercato in evoluzione (non ancora stabile)?
Il mercato volontario dei carbon credit è reale, ma è ancora in trasformazione.
I prezzi oscillano, le norme cambiano, la UE sta introducendo criteri più rigidi e gli standard non sono tutti uguali.
Chiediti:
·Mi interessa cogliere un’opportunità innovativa, anche se ancora giovane?
·Sono pronto ad adattarmi ai cambiamenti normativi degli anni futuri?
·Ho un consulente o un partner affidabile che può accompagnarmi?
Se cerchi qualcosa di ultra-stabile e già normato al 100%, forse è meglio attendere ancora un po'.
D’altra parte vale sempre il principio che “Innovazione è essere i primi” per cogliere i frutti maggiori quando ancora non c’è tanta concorrenza… qui la scelta è strettamente legata al nostro modo di essere imprenditori: attenti e pragmatici o sognatori e spregiudicati?!
👉 Conclusione
Aderire al carbon farming può essere un grande vantaggio, ma solo se:
✔ hai margini di miglioramento nelle pratiche agricole,
✔ sei disposto a documentare e monitorare,
✔ hai una visione a lungo termine,
✔ sei pronto a entrare in un mercato in evoluzione.
La buona notizia?
Se superi queste 5 domande, la tua azienda potrebbe avere un nuovo flusso di reddito e un posizionamento ambientale fortissimo.

